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venerdì, 27 novembre 2009
Una volta compreso che il Silenzio e il Vuoto sono la Via, l’unica Via, stare con se stessi diventa un gioco da ragazzi. Si impara a diventare estranei a noi stessi, al nostro Io, a non commentare le cose che ci capitano, a osservarle e basta. L’estraneità attiva le risorse interiori, che hanno il sapore dell’energie primordiali, e quindi di Eros, il signore più antico dell’Universo. Così nella vita, quando viene a trovarci l’Amore, sotto qualsiasi forma, dobbiamo imparare ad accoglierlo. Ecco cosa mi scrive Elisa: "Sono sposata, ho 38 anni e sono apparentemente felice. Ho conosciuto un altro uomo che mi ha fatto perdere la testa, completamente, che mi ha fatto conoscere l’amore vero, che mi ha permesso di provare piacere senza sentirmi in colpa, che mi ha dato emozioni intense, cosa che non accade con mio marito. Premetto: da bambina ho subito delle molestie sessuali da un familiare che mi hanno fatto vedere l’amore e il piacere come qualcosa da fuggire, legato a maltrattamenti se non fisici almeno mentali. Con queste sensazioni facevo l’amore con mio marito. Poi è arrivato quest’uomo e da due anni abbiamo una relazione; non riesco a lasciare mio marito, non ci riesco, non voglio fargli del male... Il mio problema è che adesso sul lavoro ho conosciuto un’altra persona nei confronti della quale provo un’attrazione fisica incredibile, ricambiata. Tutto ciò mi ha mandato in crisi, sono confusa, sto male, penso di non essere in grado di amare veramente. Mi sento sbagliata, non posso accendermi così per un uomo e poi magari finisce tutto. Sono disperata perché penso di fare del male alle persone che mi vogliono bene e di tradire due volte.
Io ed Eros: la lotta. Tutta la lettera di Elisa è una lotta con le forze erotiche che la vogliono sorprendere, possedere, che vogliono prendere il sopravvento sulle sue certezze e il suo Io che, stupito, la fa sentire “sbagliata”, le dice che le cose non devono andare così, che sta penetrando nel Regno del Male, dove si feriscono gli altri, dove ci si sente confusi, dove ci si perde.
L’Io è un grande ingannatore: non è capace di parlare, di godere, di gioire, di soffrire senza ragionarci su, senza programmare, senza ricordare, senza chiamare in causa il passato. Ed ecco Elisa che, mentre racconta di un amore che “coinvolge tutti i sensi”, subito ripensa alle molestie sessuali, che giustificano l’assenza di Eros col marito. In realtà il suo Io, pieno di condizionamenti e di identificazioni, aveva semplicemente scelto l’uomo sbagliato, quello con cui quella “magia senza tempo” che è l’Amore non poteva fluire, sgorgare. Elisa non si rende conto che un giorno la grande attrazione, nonostante la violenza sessuale, è arrivata, l’ha cercata e l’ha presa per mano… Mai cercare risposte nel passato per ciò che accade adesso, mai spiegare le attrazioni, mai commentarle. L’estraneità è il regno giusto per Eros: l’assenza di commenti, di paragoni, di ricordi è il compagno di viaggio ideale per l’amore. Men che meno l’amore ama i progetti: anzi li detesta.
C’è un momento nella vita in cui tocca a noi: sì, tocca a noi essere nudi di fronte alle forze che vengono a trovarci. Nudi significa: senza avere niente da dirsi, senza dover scegliere, ma semplicemente accogliendo senza alcuna resistenza ciò che ci travolge, che ci sgomenta. Perché mai una gioia così grande, come quella che ha provato Elisa, dovrebbe trasformarsi in dolore? Certo, se vogliamo essere protagonisti tutto si complica e ancora di più se collochiamo l’Amore nel tempo, nel passato e nel futuro… Guai a dare ordini a Eros, guai a guidarlo: il Dio dell’energia primordiale, del piacere sconosciuto detesta il futuro e ancor più detesta l’ordine. Le passioni vengono per portare disordine, per sgominare la nostra vita arida, ordinata, programmata, strutturata. Così era la vita di Elisa prima che arrivasse la grande attrazione, prima che Eros la chiamasse a scoprire il lato misterioso della sua anima. Il Dio voleva mostrare a Elisa di che cosa era capace, da quali orgasmi poteva essere posseduta, quale donna (e quindi quale Dea) covava sotto la cenere della vita matrimoniale normale.
Una fortuna negata. Il nostro Io vuole domare gli Dei che lo abitano e ancor di più quando lo sorprendono. E allora cominciano a imperversare quei nemici di Eros e dell’anima che sono i ragionamenti: «Faccio del male a mio marito? Vado a vivere con l’altro? Che ne sarà della mia famiglia? Ci sono abbastanza soldi per separarsi? Che razza di persona sono?». Tutti ragionamenti che gli Dei detestano, che Eros rifugge come fossero piovre che lo vogliono divorare, inghiottire, soffocare. Del resto l’Io si sbaglia quasi sempre. Non dice forse Elisa, all’interno della lettera, «sono sposata e apparentemente felice?».
L’Io si innamora dell’apparenze, le crede vere, scambia le abitudini per felicità, mentre si addormenta, crede di vivere… Detesta i lampi di luce, le sorprese di Eros, l’abbandonarsi al piacere “senza sensi di colpa”; mentre Amore detesta i nostri pensieri, che non appartengono al suo mondo incantato. L’amore si addice al regno della fiaba, della magia, dell’incanto. Quando i ragionamenti intervengono Eros si allontana. Raramente torna dopo essere stato calpestato dal tormento dei pensieri. Per Elisa invece è tornato, portandole l’attrazione per una terza persona. Elisa pensa che sia un problema: il suo Io, anziché ringraziare come una benedizione il ritorno di Eros, si sente in crisi, sta male e pensa «di non essere in grado di amare veramente». Le manca quello stato di estraneità che annienterebbe il suo Io e che le farebbe dire: «Guarda, l’amore è venuto a cercarmi ancora, e con più forza». Si è dimenticata che Eros non può coesistere col giudizio.
Eros vuole curarci Perché viene Eros? Cosa vuole da noi? Cosa vuole fare di noi? Perché Eros è venuto a trovare Elisa? Per liberarla dai pensieri di morte che ossessionavano la sua vita: da anni avvertiva pensieri ossessivi sulle malattie che avrebbero potuto colpirla, aveva paura di morire. Eros l’aveva curata e guarita da un male dell’anima e le aveva insegnato nuovi modi di vivere, di amare, di stare con gli altri. Quando Elisa non ha più giudicato se stessa, quando ha accettato di lasciarsi portare dall’Amore, i pensieri di morte se ne sono andati. Questo voleva Eros: curarla.
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lunedì, 09 novembre 2009
Tu... amore impossibile, amore irragionevole, amore smisurato, amore sincero, amore totalizzante, amore pieno, amore ricambito, amore vero, amore corrisposto, amore non ostacolato, amore senza paure, amore senza fine, amore che è già mio, amore che fai sognare, amore che dai sicurezza, amore che rendi felice, amore che realizzi i sogni, amore che rempie il cuore, amore complice, amore che sostiene, amore che moltiplica, amore che affronta, amore che comprende, amore che perdona, amore che sa ridere, amore che sa gioire, amore che sa giocare, amore che sa ricordare, amore che sa sperare, amore che sa parlare, amore che condivide, amore svela, amore che rivela, amore che abbraccia, amore che avvolge, amore che travolge, amore che sorride, amore che sa scherzare, amore che sorprende, amore che prende, amore che accarezza, amore che lascia andare, amore che stringe, amore che pretende, amore che esige, amore che rispetta, amore che attende...
Tu... amore di velluto liquido nel cui calore naufrago...
Ha parlato alla tua Anima: Siael .:)(:. Questo ricordo è custodito in:attimi
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domenica, 25 ottobre 2009
Ho chiesto a una sirena di leggere il mio destino. Ecco ciò che mi ha risposto.
Tu ti senti impotente perchè per la prima volta non hai nessun asso nella manica per far muovere le persone, per dirgli cosa sia meglio o più giusto per loro, perchè non hai l'esperienza di comprendere come sia giusto a questo mondo che ognuno segua la tua strada.
Tempo fa sei stata tu a dirmi che avevi bisogno di stare lontana, che stavamo andando su strada diverse, che non potevi prenderti cura di me… perchè io non avrei saputo come prendermi cura di te. Hai fatto e disfatto la tua tela, più e più volte. E al dolore della tua mancanza è subentrata la rabbia… tanta rabbia… troppa rabbia… Una rabbia che mi ha portato a credere che tu non potessi essere neanche un'unghia di quello che pensavo tu fossi.
Tu arriverai a questa rabbia e più sarai arrabbiata più ti renderai conto di quanto amore e odio sei capace di amare allo stesso tempo, di quanto questa vita sia fatta per noi, sia fatta del mondo delle sirene.
Perchè noi non siamo donne, noi non tremiamo di fronte a un mare in bufera. Perchè noi siamo sirene. E sappiamo che la bufera imperversa solo sulla superficie, al di là del mondo in cui siamo nate cresciute e ferite…
Quel mondo lassù, dove gli uomini cercano invano di sfiorare il cielo, è fatto di salda e solida terra. Ma noi sappiamo bene come sia solida la terra, perchè è il cuscino che regge questo nostro sogno fatto di schiuma, piume, seta e coriandoli… fatto di lacrime, di passione e struggimento, di dolore, tormento e tempesta… fatto di nastri di gioia colorati, lasciati al vento perchè sia lui a farli vivere in un sinuoso moto perpetuo e incostante.
Noi che viviamo così, qui, non possiamo temere l'acqua nè il mare… e pur se sappiamo guardare e vivere nell'altro mondo lassù, noi sappiamo che il vero cuore di questa terra è nelle profondità del mare, al buio, nel silenzio, dove tutto tace e ascolta, dove tutto parla e sogna.
La tua rabbia è figlia del tuo dolore, il tuo dolore è figlio della tua insicurezza, l'insicurezza è figlia delle tue paure, le tue paure sono figlie delle tue lacrime e le tue lacrime sono nate con la morte delle gioie.
Fai pure tutto il sesso che vuoi… incanta… strega… ammalia… Ma un giorno o l'altro arriverà qualcuno che saprà guardarti negli occhi e chiederti l'Anima… qualcuno che sarà lì come te, come il tuo specchio.
Stai andando verso Samhain, devi essere ciò che sei… stacca la testa per una volta, domani il sole sorge lo stesso.
Ruota, lasciati andare come nel vento cerca di abituarti a questo vento. Non durerà ancora molto ma sai che sarà devastante. E tieniti cari i giorni di ieri sorellina perchè come dicono... ieri è famoso, domani è incerto, ma oggi...oggi è un dono...per questo si chiama presente.
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venerdì, 23 ottobre 2009
Ci sono momenti che ti sfuggono come sabbia tra le dita, e devi percorrere i sentieri dei ricordi per comprendere quanto hai vissuto e come. E poi ci sono momenti in cui hai l'esatta consapevolezza di dove sei e dove stai andando. E riesci quasi a cogliere l'essenza di ogni respiro.
E penso a te. Sempre e soltanto a te. Perchè TU SEI.
Ha parlato alla tua Anima: Siael .:)(:. Questo ricordo è custodito in:riflessioni, attimi
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venerdì, 25 settembre 2009
C'era una volta, tanto tanto tempo fa, una bamina triste che non aveva un nome e che viveva tutta sola in una torre buia e silenziosa. Una bambina che non parlava mai con nessuno e nemmeno aveva più lacrime per parlare con sè stessa.
E c'era una volta, e c'è ancora, un uomo meraviglioso, con gli occhi cielo e il sorriso adamantino. Un uomo che vide la torre buia e silenziosa e non ebbe paura a bussare e chiedere di entrare.
La bambina lo fece entrare e gli disse: vedi, non ho nessuno. Vivo nel buio e in solitudine... nemmeno più le lacrime mi sono rimaste per parlare con me stessa. Le ho piante tutte e adesso le odio, perchè anche loro mi hanno lasciata sola.
Ma l'uomo non si lasciò scoraggiare dal rancore della bambina. Le accarezzo' la guancia e sorridendo le disse: "piccola Anima, non devi odiare le tue lacrime poichè esse sono un Dono. Un dono prezioso. Non temere le tue sofferenze e le tue angosce, impara a conoscerle. Sai a cosa serve la paura piccola Anima? Serve a scoprire che non vi è proprio nulla da temere"
E prese la bambina sulle sue ginocchia, la guardo' e la trovo' bella. La chiamo' Dono dell'Anima e le raccontò una storia, affinchè non dimenticasse mai che ciò che sgorga dal cuore, sia esso una gioia o un dolore, è sempre un dono prezioso che a tempo debito porta il suo frutto. Perchè ciò che sgorga dal cuore non deve mai fare paura o essere allontanato, è linfa viva che aiuta l'anima nel suo cammino.
E la bambina ascoltò la sua storia...
In un paese lontano lontano, nel regno di Pandizucchero viveva una bellissima principessa, la principessa di Panna. I suoi capelli erano biondi come il miele, lunghi e sottili che sembravano fossero fatti di seta. Gli occhi di un verde smeraldo e le sue labbra rosse.... rosse come l'amore... già, mia piccola amica, tu non puoi sapere come sia l'amore, ma da grande saprai che il suo colore è rosso rosso... ma così rosso che sembra ardere. La principessa era rimasta da sola a governare il regno di Pandizucchero... perchè i suoi genitori erano morti all'improvviso... l'uno a poca distanza dall'altro... prima il re Marsilio e poi la sua Regina Antilia. Devi sapere che la principessa di Panna era innamorata del principe Faliero.... oh come era bello quel giovane principe con i capelli neri che ricordavano la notte e gli occhi di un azzurro che sembrava fosse il cielo di un meriggio di primavera.
Ma come era morto il re Marsilio? Uhmmm, beh il re era morto in un incidente di caccia, un cinghiale lo aveva aggredito, ferendolo a morte. E la regina di crepacuore, poche settimane più tardi, per il dolore della scomparsa.
Fu allora che il principe Faliero, che amava da tempo la giovane, un giorno chiese alla Principessa di Panna di sposarlo. Potete immaginare la gioia della principessa di Panna... il suo bel principe l'avrebbe avuta in sposa e lei sarebbe stata la sua regina.... Il regno di pandizzucchero sembra trasformato, i suoi abitanti facevano a gara per abbellie i balconi, i giardini, le strade, le piazze.... tutto per il matrimonio con il principe Faliero. Ma la felicità non sempre si avvera e spesso ci viene a mancare proprio quando crediamo di averla in mano. Il principe faliero non era il solo a volerla in sposa, c'era anche il mago Tremoldo che si era innamorato di lei. Ma la sua anima era meschina e lui non era da meno della sua anima. Malvagio e meschino.... tanto che la principessa lo aveva allontanato dal suo regno per le malefatte ed il mago le aveva giurato vendetta...
Prima che tu sarai felice, mia cara principessa io bussero alla tua porta e mi vendicherò... fu la sua promessa.
E così fece.
La notte prima delle nozze il Mago Tremoldo si trasformò in nebbia e salì piano le mura del castello, fino ad arrivare agli appartamenti della principessa. La rapì nel sonno e sul suo regno dettò il suo anatema: che tutti diventino di pietra e roccia... fino a quando l'amore non sboccia, notte e tenebre avvolgete il regno fino a quando di sposarla ne sia degno.
E così in un colpo solo tutto il regno fu trasformato in pietra e roccia, anche il principe Faliero. E la bellissima Principessa di Panna fu portata nell'eremo del Buio dove c'era quella che il Mago Tremoldo chiamava la sua dimora segreta. Nel castello del mago tutto era buio, tutto era oscurità, la povera principessa sentiva solo la voce del mago. Seppe di quello che era accaduto e seppe dell'anatema che il mago aveva fatto sul suo regno. La principessa piangeva e pangeva. Piangeva lacrime che scorrevano lente sulle sue gote ed immaginate la sua meraviglie e sorpresa quando si accorse che quelle lacrime si traformavano i lucciole, sì proprio in lucciole, le lucciolette che vediamo d'estate con la loro lucina... Ebbene tu non lo sai mia cara amica, ma esse nascono dalle lacrime delle principesse tristi. Quelle lucciole rischiararono piano piano il buio e la principessa potè vedere che la stanza dove era rinchiusa non era altro che la grande libreria dei libri magici del mago Tremoldo. La Principessa di Panna aiutata dalle lucciole iniziò a leggere queli libri.... erano tutti libri di antichi antamei ed incantesimi, tutti quanti. E leggendo imparò a memoria le formule magiche. Leggeva ed imparava senza sosta, aiutata dalle lucciolette che brillando le permettevano di leggere. Lesse talmente tanto che divento bravissima in così poco tempo nelle arti magiche e quando fu pronta chiamò il mago.
- Mago Tremoldo..... Mago Tremoldo, sono la Principessa di Panna... ti prego fammi uscire da qui.... -
- No! - rispondeva sempre il mago.
- Ti prego Mago Tremoldo... voglio sposarti!- disse alla fine la principessa.
- Voglio accettare di essere tua moglie, vieni a liberarmi- e poi disse alle lucciolette ..
- Fate silenzio e spegnetevi tutte.-
Il mago arrivò e come apri la porta la Principessa di Panna disse:
- Caralla Maralla... Compasso e Ripasso... che il mago diventi un semplice sasso!- e zac, il mago divenne proprio un semplice sasso.
E poi disse
- Caralla Maralla .... Pitucco e Pituce, che nel mio regno ritorni la luce!-
E poi ancora: - Spada, Fuso e Boccia che finisca l'incantesimo di roccia!- e tutti gli abitanti del regno
tornarono ad essere vivi. Tutti tutti, e così il principe faliero potè finalmente sposare la sua Principessa di Panna ed ebbero ventuno figli. Ma alla prima che fu una femminuccia le misero il nome di Luce, per non far dimenticare a nessuno quello che era stato il dolore dell'incantesimo del mago Tremoldo e da quel giorno ogni primo giorno di primavera ci fu una grande festa dedicate alle lucciole e loro per ringraziare fecero a tutti i bambini una sorpresa: la notte entravono nelle loro stanzette e lasciavano accanto al lettino un piccolo soldino... perchè tutti potessero ricordare quello che era accaduto nel regno di Pandizucchero
E la bambina, che non è più una bambina e che non vive più in una torre buia e silenziosa, ancora oggi ricorda la favola della Principessa di Panna, ed ogni volta che si sente triste ricorda a sè stessa che dalle lacrime dele principesse tristi nascono le piccole lucciole che aiutano a vedere nel buio che c'è intorno. E a trovare le soluzioni e le strade quando sembra che di strade e di soluzioni non ve ne siano da nessuna parte.
E la bambina, che non è più una bambina e non vive più in una torre buia e silenziosa, ancora oggi ogni volta che si sente triste va a sedersi sulle ginocchia del suo uomo meraviglioso, lo abbraccia e gli chiede "Custode della mia anima, mi racconti una favola?"
E l'uomo l'abbraccia, le sorride, e inizia a raccontare....
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